Bellinilo

Un po’ di appunti personali

No EN – L’informatica negli altri “mondi” #1 – Gli approcci

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Il modello dei “Mondi virtuali” vs i modelli del “Context-aware computing” e del “Ubiquitous computing”. Qual’è la prospettiva con la quale vogliamo pensare l’informatica del futuro? Come un mondo creato dagli informatici, dai tecnomaniaci, dai nerd, nel quale portare tutti gli altri, o vogliamo pensare a migliorare il mondo dal quale veniamo (quello della vita sociale vera, non virtuale, degli ambienti diversi dalla stanzetta con il pc) tramite l’uso della tecnologia?

Ok, questo era uno dei temi che mi ponevo nei giorni scorsi, ovviamente non lo esaurirò in questo post, ma cercherò di fare una breve introduzione, partendo da una mail che ho mandata nei giorni scorsi a Gasta, e che poteva essere una buona traccia di partenza.

Negli ultimi 10/15 anni si sono sempre più evidenziate visioni dell’informatica diverse, contrastanti.

Possono essere associate simbolicamente a 2 esempi che abbastanza bene ne rappresentano pregi e difetti: i mondi virtuali e l’ubiquitous computing.

In entrambe le visioni l’informatica (e quindi gli “informatici”) cerca di dare supporto alle altre professioni, quello che cambia è il modo col quale lo fanno.

I mondi virtuali

sono degni rappresentanti di quella cultura che cerca di portare le altre professioni nel mondo degli informatici (banalmente riassumibile come “davanti al computer”), ma che è anche il motivo per cui sempre di più si stà affermando l’idea che “se non sai usare un computer non puoi fare niente”, proprio perchè in un qualche modo sei obbligato a passare da quella “dogana” che separa il mondo reale da quello “virtuale”; dogana superata la quale si è “cittadini a pieno titolo” (di un mondo non proprio).

Questa visione è ben identificabile in applicativi come SecondLife, ma viene supportata ed implicitamente spinta anche da quelle reti sociali che tanto vanno di moda negli ultimi 5 anni.

La corrente dell’ubiquitous Computing

invece è quella che vede l’informatica come uno strumento per “potenziare” i mondi altrui, dove quindi l’informatico cerca di capire qual’è il modo in cui vengono fatte le cose ora, e tramite la tecnologia prova a migliorarle (o ad “aumentarle” per essere più corretti) quindi non necessariamente mettendoli davanti ad un computer con tastiera e mouse, ma informatizzando l’ambiente e gli strumenti che già vengono utilizzati abitualmente.

Buoni rappresentanti di questa corrente possono essere considerati alcuni progetti del MIT, soprattutto quelli del MediaLab, prendendo un esempio specifico anche il progetto del reacTable, di un’università di barcellona è un ottimo esempio di applicazione di strumenti informatici ulteriori al computer, in altri mondi.

Soprattutto negli ultimi anni, e grazie anche agli strumenti sociali che tanto stanno andando di moda (da myspace, a friendster, a youtube, a facebook, ecc.) la prima concezione sta avendo il sopravvento ed anche i video che in internet tentano di dare previsioni disegnano un futuro in cui, pur non venendo mai detto, le persone sono viste come soggetti attivi di internet, sempre più attivi, tanto che il mondo reale non è nemmeno tenuto in considerazione, venendo annullato da quella bellissima panacea dei nostri mali che diventerà l’informatica, il computer, internet, e le altre tecnologie derivate.

L’altra prospettiva, l’altro approccio all’informatica mi sembra sia quello preso in minor considerazione da queste previsioni, come dalla maggior parte degli utenti, ed è un peccato, perchè secondo me è, tra i due, quello più interessante.

E’ quello che non vede e non prevede persone sempre e costantemente davanti al computer (senza una vita sociale vera), ma che vede persone che usano la tecnologia solo come amplificatore delle proprie potenzialità, del proprio mondo, e che continuano quindi a fare quello che facevano prima: mangiare, bere, ubriacarsi, pomiciare, scopare, avere dei figli, una famiglia da gestire, il problema con l’affitto, un gruppo di amici con i quali uscire, parlare, mandarsi affanculo e scambiare pezzi di vita vera (quello in cui veramente si può vivere, cercando anche di migliorare il nostro mondo, e non solo influenzarlo, come si può fare in rete).

Questo confronto cmq durerà ancora a lungo e sicuramente si arriverà ad un futuro che comprenderà sia una visione che l’altra, lascio cmq qualche link:

Forse sta diventando superfluo dirlo, ma buona parte di queste riflessioni, come alcuni video arrivano o nascono dal sito del Laboratorio SITI, e da spunti del Prof. DeMichelis

Sat, December 29 2007 » Tecnologia

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