– No EN – L’informatica negli altri “mondi” #2 l’ubiquitous computing
Continuo con i miei appunti altrimenti mi perdo la storia di quello che sto facendo.
Nell’ultimo post a tema accennavo allUiquitous Computing in questo modo:
La corrente dell’ubiquitous Computing
è quella che vede l’informatica come uno strumento per “potenziare” i mondi
altrui, ove quindi l’informatico cerca di capire qual’è il modo in cui
vengono atte le cose ora, e tramite la tecnologia prova a migliorarle (o ad
aumentarle” per essere più corretti) quindi non necessariamente ettendoli
davanti ad un computer con tastiera e mouse, ma nformatizzando l’ambiente
e gli strumenti che già vengono utilizzati abitualmente.
se vogliamo possiamo prendere anche quella che c’è su wikipedia:
Ubiquitous computing (or "ubicomp") is a post-desktop model of human-computer interaction in which information processing has been thoroughly integrated into everyday objects and activities. As opposed to the desktop paradigm, in which a single user consciously engages a single device for a specialized purpose, someone "using" ubiquitous computing engages many computational devices and systems simultaneously, in the course of ordinary activities, and may not necessarily even be aware that they are doing so.
ma d’altronde l’attendibilità di ciò che troviamo su wikipedia è assimilabile a ciò che scrivo io, quindi tanto vale leggere le mie parole, tra l’altro l’articolo su wikipedia non è ancora stato tradotto in italiano.
Comunque l’intenzione di questo post non è quello di spiegare l’ubiquitous computing, quando lo rileggerò fra qualche tempo di sicuro saprò ancora cos’è; lo scopo è riassumere quello che ho visto nelle ultime settimane, soprattutto prima di natale, e dare contemporaneamente uno spunto a chi si stia interessando a questo tema e per caso passi dal blog.
Per questo tema un video vale + di 1000 parole, più di quanto non avvenga con altri;
quindi partiamo da un po’ di video:
- iBar – largest multitouch touchscreen, un’implementazione “giocosa di un multi-touch screen”, presa dal SITI;
- MIT sketching, come integrare l’uso semplice di una lavagna con funzioni ed elaborazioni tipiche di un pc, anche questo preso dal SITI;
- Digital Brush Painting, anche questo del MIT e preso dal blog del SITI, applicazione dell’UC nel mondo dell’arte, penso che sia uno dei più belli e più significativi, l’ho fatto vedere ad un po’ di persone e visto questo hanno apprezzato le potenzialità del UC;
Low-Cost Multi-touch Whiteboard using the Wiimote, questo invece l’ho citato io sul sito del SITI, quindi non lo linko
cmq anche questo è un video molto interessante, forse già più tecnico; la cosa più interessante di questo sono i costi, visto che le apparecchiature utilizzate non arriveranno ai 1000 euro, e ciò che si può fare non è da poco;- Take_a_seat, carino, seppur sia la presentazione di un concept;
- reactable: basic demo #1, l’ho già citato, ma è un bell’esempio di come si possa usare l’informatica in altri mondi senza usare un pc, in questo caso nel mondo musicale;
Per chi fosse interessato ad approfondire un po’ l’argomento consiglio di partire da un corso che parli di questi argomenti, magari di livello universitario; in DISCo molti si occupano di Ubiquitous Comuntig, alcuni in modo marginale, altri meno, solo facendo una ricerca veloce con google escono più di 80 risultati.
Se non avete voglia di aspettare partite da qui: Everyware- The dawning age of ubiquitous computin, è un seminario tenuto da Adam Greenfield, autore del libro “Everyware- The dawning age of ubiquitous computing“, appunto; Greenfield fa una panoramica sull’ubiquitous computing, soffermandosi sia su lati negativi che su quelli positivi, facendone un’analisi interessante.
Tanto per citare qualche azienda: l’UC alla xerox PARC, giusto perché sembra che il termine sia stato coniato lì; Microsoft Surface, giusto perché microsoft c’è sempre, anche se non si capisce mai quanto faccia sul serio e quanto stia giocando; e nei post precedenti ne ho citato altre, ora non ho voglia di andare a riprenderle.
Per chiudere: in cima ho messo Ubicomp Nightmare, giusto per il gusto di instillare un po’ di dubbio
Sul tema dell’ubiquitous computing ti segnalo un ottimo libro, scritto da due miei colleghi:
L’intelligenza distribuita di Fortunato Sorrentino e Federica Paganelli.
A volte anche la vecchia cara carta stampata può essere utile
Ottimo, lo aggiungo alla wishList